Un troll in uno spaccato

Troll nella sezione

Psicologi canadesi hanno confermato l’ipotesi che le persone che praticano il trolling online abbiano una psiche instabile.

Lo studio ha rilevato che i troll provocano gli altri utenti nel tentativo di attirare la loro attenzione e sfogare le proprie emozioni negative. In un esperimento condotto da psicologi di tre università (Manitoba, Winnipeg e British Columbia), gli intervistati hanno partecipato a due test online che mescolavano domande sul comportamento online e sui tratti della personalità di una persona. Tra le affermazioni suggerite da confermare o negare c’erano le seguenti: «Mi piace fare del male agli altri», «Nei videogiochi mi piace la rappresentazione realistica di scene cruente», «Condividere i miei segreti è irrazionale», «Posso essere paragonato a persone famose», e così via.

La faida stessa si spegnerà se una delle due parti si rifiuta di sostenerla.

Commentando i risultati, i ricercatori hanno spiegato che i troll sono caratterizzati da qualità come narcisismo, psicopatia, machiavellismo e sadismo. L’indagine ha confermato l’ipotesi che tale insieme di qualità sia caratteristico di chi lascia costantemente commenti aggressivi su vari siti e provoca gli altri utenti con tali affermazioni. Gli psicologi non hanno riscontrato tali tratti di personalità in coloro che, pur essendo attivi in varie chat, non lasciano commenti negativi. E poiché Internet è una piattaforma aperta e consente di rimanere anonimi, i troll sono felici di approfittare delle sue opportunità per mostrare la loro aggressività. Pertanto, se vi capita di incontrare uno dei troll, non seguite il suo esempio, ma lasciate semplicemente i suoi commenti inosservati.