Profetico Michel Nostradamus — falso profeta o uomo giusto

Il profeta Michel Nostradamus: falso profeta o uomo giusto?

Nostradamus è stato influenzato da tre fattori, che gli scienziati in tempi diversi hanno associato all’emergere del genio: capacità straordinarie nell’infanzia (prodigio), epilessia, gotta (una malattia dei «geni»).

Tutto ciò che appartiene al regno del trascendente è difficile da interpretare scientificamente. Attiriamo l’attenzione dei lettori solo sulla seguente particolarità delle «ispirazioni profetiche» di Nostradamus. Nello stato post-epilettico, un paziente epilettico può sviluppare un disturbo crepuscolare della coscienza, che è un fenomeno delirante allucinatorio.

GLI ANTENATI DEL PROFETA

Gli antenati di Michel de Notre Dame erano uomini colti, discendenti da uno dei leggendari patriarchi biblici, Issacar, al quale, secondo la leggenda, era attribuito il dono speciale di vedere il futuro. Ma anche gli antenati più tangibili non erano persone comuni: l’educazione del nipote fu affidata a entrambi i suoi nonni, che servivano come medici personali del re di Provenza. L’enfasi nei suoi studi fu posta sulla matematica e sull’astrologia. Il talento ereditario non si fermò alla cartomanzia. Il figlio maggiore César divenne pittore, storico e drammaturgo, arrivando al grado di ciambellano. Il secondogenito, ereditando solo il temperamento del padre, fu arrestato per un omicidio commesso in duello. Ma il terzo figlio, Carlo, fu tra i migliori poeti provenzali del suo tempo.

Il piccolo Michel crebbe come un prodigio e, nei primissimi anni di vita, dimostrò un’intelligenza straordinaria, afferrando al volo qualsiasi nozione. Allo stesso tempo si formò un bambino ritirato e non partecipò mai ai giochi dei coetanei. Di notte gli piaceva guardare il cielo, ripetendo a memoria i libri che aveva letto durante il giorno. La sua memoria era davvero fenomenale. E fin da piccolo era perseguitato da oscure visioni. Non si rendeva subito conto del loro significato.

EPILESSIA E PESTE

All’età di quattordici anni, Michel fu mandato a studiare ad Avignone, dove frequentò il cosiddetto «trivium»: grammatica, retorica e logica, e successivamente il «quadrivium»: geometria, aritmetica, musica e astrologia. Nel 1519 la città fu colpita da una pestilenza e Michel si dedicò coraggiosamente alla medicina, deciso a trovare una cura.

All’età di diciannove anni, Michel sperimenta per la prima volta un attacco di epilessia, una malattia che lo perseguiterà per il resto della sua vita. Si dice che fu dopo uno di questi attacchi che si sentì per la prima volta attratto dalle predizioni, e in seguito le rivelazioni più famose furono fatte da lui dopo le crisi più forti.

Nostradamus

Nel 1529 Michel de Notredam tornò in patria dopo aver combattuto un’epidemia di peste nelle città vicine e, insieme al suo dottorato, ricevette il nome latinizzato di Nostradamus. La sua situazione, nonostante la fama di medico di successo, era aggravata dal suo carattere difficile: era ostinato, si irritava facilmente e si arrabbiava, il che poteva già indicare l’inizio di cambiamenti epilettici della personalità.

Nel 1537 scoppiò un’altra peste che uccise i figli avuti dal primo matrimonio. Quando Nostradamus tornò da un viaggio durante il quale aveva salvato altre persone dalla malattia, trovò solo sua moglie in fin di vita. Affranto dal dolore, preoccupato di non poter salvare la sua famiglia dalla terribile malattia, Nostradamus si ritirò per un certo periodo nel monastero di Orval.

In seguito, Nostradamus lottò ancora contro la malattia e pubblicò compilazioni astrologiche. Le sue «Profezie» vengono pubblicate per la prima volta nel 1555 e, qualche anno dopo, tradotte in inglese e tedesco. Nel 1564 ricevette il titolo di consigliere reale e ufficiale medico di Carlo IX e gradualmente passò a un’attività più redditizia, pubblicando raccolte di ricette culinarie e cosmetiche per la corte.

La morte di Nostradamus, come quella di molti geni, fu, se così si può dire, contraddittoria. Da un lato, era un uomo ricco e rispettato, consigliere della Regina Madre e medico di fiducia del re. Dall’altro, era costantemente circondato da persone invidiose e intriganti. La sua cerchia di amici era molto ristretta.

Dopo la sua morte, avvenuta nel 1566, che si pensa sia dovuta a complicazioni della gotta, «la malattia dei geni», Nostradamus, secondo il suo testamento, fu sepolto in posizione eretta, a simboleggiare uno stato di «veglia eterna».

IL MISTERIOSO MECCANISMO DELLA PROFEZIA

Il più grande, se non l’unico interesse dei suoi contemporanei è Nostradamus come indovino del futuro. Nella prefazione alle sue predizioni Michel Nostradamus scrive: «Molte volte alla settimana sono colto da estasi profetica — e con estenuanti calcoli, immergendo le mie occupazioni notturne in un piacevole aroma, ho compilato diversi libri di profezie…». Prima di dedicare la notte alla «conoscenza segreta», Nostradamus digiunava per tre giorni e manteneva l’astinenza sessuale «per privarsi dell’energia materiale del corpo». Dopo di ciò, avrebbe trovato più facile concentrare la sua energia psichica. Per avvicinare la sua illuminazione magica, usava piante allucinogene stupefacenti: oppio e stramonio che contenevano alcaloidi allucinogeni, ma soprattutto una tintura di radice di mandragola, che allora si credeva avesse proprietà miracolose. Dopo aver assunto la dose necessaria, entrò in trance e «cominciò a parlare la lingua del profeta», e il segretario Jean Chavigny annotò quanto detto.

Caterina de' Medici ordina a Nostradamus di predire il futuro della famiglia reale francese.

Caterina de’ Medici ordina a Nostradamus di predire il futuro della famiglia reale francese.

La «chiaroveggenza» di Nostradamus non era universalmente ammirata e su di lui si abbatté un diluvio di pamphlet e libelli critici. Non si può dire che rimase indifferente a questi attacchi, che aumentarono la frequenza delle crisi epilettiche e degli attacchi di gotta.

Si suppone che Nostradamus possedesse un qualche dono di preveggenza, perché mentre si accusava l’astrologo di insolenza, sicurezza di sé, eresia, origine ebraica e altri peccati, nessuno accusava Nostradamus del mancato avverarsi delle sue profezie.

LA VITTORIA DEL GIOVANE LEONE

Ecco due degli esempi più popolari e confermati.

Gli astrologi avvertirono il re francese Enrico II della minaccia che si sarebbe abbattuta su di lui se avesse continuato a partecipare alle giostre. Michel Nostradamus espresse la sua apprensione al riguardo: «Il giovane leone trionferà sul vecchio, in una lotta feroce durante la giostra, perdendo un occhio in un elmo d’oro, il re andrà alla tomba in agonia prima del tempo».

Il 28 giugno 1559, Enrico II era impegnato in una giostra con un giovane capitano delle Guardie scozzesi, il conte di Montgomery. Durante lo scontro, la lancia dell’avversario del re si spezzò e una delle schegge dell’asta cadde attraverso la fessura della visiera, colpendo l’occhio sinistro del re. Dieci giorni dopo Enrico II morì in una terribile agonia.

Il secondo esempio è meno drammatico. Durante un viaggio in Italia, Nostradamus visitò il castello di un nobile che decise di mettere alla prova il suo dono profetico. Passeggiando nel cortile con Michel, gli mostrò due maialini, uno nero e uno bianco, e gli chiese quale sarebbe stato servito oggi. Nostradamus rispose con sicurezza: «Mangeremo il maialino nero, perché quello bianco sarà mangiato dal lupo». Il padrone del castello decise di fare uno scherzo all’ospite e ordinò segretamente al cuoco di macellare il maialino bianco. Quando la sera tutti si riunirono a tavola e il cuoco pose il piatto sul tavolo, il padrone di casa sorrise sornione a Nostradamus e disse: «Ora non mangeremo il maiale nero, come avevi previsto, ma il maiale bianco». L’indovino continuò a insistere sulla sua previsione e chiese di chiamare il cuoco. Rimase scioccato quando il cuoco gli disse che aveva effettivamente messo allo spiedo un maialino bianco, ma che durante la sua assenza un cucciolo di lupo addomesticato che viveva nel castello lo aveva mangiato. Il cuoco dovette quindi arrostire il maiale nero e servirlo.

Si vede che Nostradamus aveva almeno due modi di predire. Tra l’altro, ne usava uno in modo casuale, senza alcuna difficoltà a rispondere alla domanda posta. L’altro veniva utilizzato, a quanto pare, nei casi in cui si trattava di previsioni a lungo termine, utilizzando un addestramento speciale e mezzi allucinogeni.

VOCE INTERIORE O ALLUCINAZIONI?

Le conclusioni degli autori moderni che hanno studiato la biografia dell’indovino variano notevolmente. Alcuni sostengono che Nostradamus abbia copiato alla lettera le quartine latine ampiamente conosciute all’epoca dal libro «Predizioni» dell’umanista fiorentino Pietro Crinito, vissuto tra il 1465 e il 1504.

Altri ritengono che il segreto della conferma delle profezie sia dovuto agli stratagemmi dei traduttori, che riportano in modo vago e ambiguo le sue previsioni, cambiandone il significato a piacimento.

Le previsioni del profeta a Caterina de' Medici

Le predizioni del Profeta a Caterina de’ Medici

Se crediamo al grande psicanalista Carl Gustav Jung, il paranoico si differenzia da una persona sana che prende alla lettera tutte quelle immagini che la gente comune usa per una parola rossa. L’esempio più banale è la famigerata voce interiore. In altre parole, secondo Jung, Nostradamus sperimentava allucinazioni uditive, che prendeva come profezie inviategli.

Nostradamus non rivela da nessuna parte il segreto del suo incredibile dono visionario. Si ritiene che le sue conoscenze astrologiche non superassero il livello medio disponibile per tutti a quei tempi, per cui fallì ogni volta che cercò di fare previsioni su base puramente astrologica. Un’altra cosa è lo «spirito profetico» che scese sull’autore, per sua stessa ammissione, durante le sessioni di «conoscenza segreta». In questo caso, possiamo supporre che Nostradamus fosse dotato di chiaroveggenza e percepisse immagini del futuro in modo visivo.

Non si può escludere un simile fattore di «promozione» del profeta francese: fino all’inizio del XX secolo, i ricercatori erano propensi ad associare le manifestazioni geniali della personalità alla malattia dell’epilessia. Il fatto che Nostradamus soffrisse di questa malattia, non era un segreto per nessuno.

Sebbene gli scienziati continuino a considerarlo un ciarlatano, non degno di una conversazione seria, il libro «Profezie» di Nostradamus è stato ristampato con invidiabile costanza per più di 450 anni ed è una delle opere poetiche più famose della storia della letteratura. In ogni caso, non si può negare l’innovazione creativa di Nostradamus, che si espresse nella creazione di un nuovo genere letterario — la profezia socio-politica scritta in versi.