Mistica e psicologia

Misticismo e psicologia

L’accostamento di mistica e psicologia nello stesso significato ha smesso di sorprendere sia i mistici «nella loro forma più pura» sia gli psicologi professionisti, soprattutto perché queste due discipline sono tradizionalmente andate di pari passo da sempre. Basta leggere lo psichiatra Carl Jung, che vedeva la psicologia come un’estensione dell’alchimia e l’alchimia come psicologia codificata in modo figurato e metaforico.

Leopold Sondhi, Stanislav Grof, Arnold Mindell e Timothy Leary hanno dato alla psicologia un impulso etico: il desiderio di vedere una dimensione sacra e trascendente nell’esistenza umana. E qui possiamo sentire chiaramente una nota mistica. Vi ricordo che trascorriamo un terzo della nostra vita nel sonno. E questo terzo, una parte piuttosto pesante, ci è nascosto e quindi, per definizione, mistico.

Psicologia deriva dalla parola greca che significa «esame di coscienza».

È possibile spiegare razionalmente perché questo o quell’evento ci accade? È possibile cambiare la propria genetica, il proprio carattere? È possibile «creare» qualsiasi talento a piacimento? Queste domande riguardano la maggior parte di ciò che viene chiamato destino. Se una persona non ha una voce lirica, non può diventare un cantante d’opera, per quanto lo voglia. Allo stesso tempo, questa affermazione non deve essere presa in modo fatalistico, perché la possibilità di scelta è presente anche nel campo dell’esistenza umana.

Così, abbiamo scoperto (seguendo le tracce dei saggi) che il novanta per cento della nostra esistenza è permeato da forze misteriose, irriducibili all’interpretazione razionale, e ultraterrene. E si tratta di sogni (e non solo profetici), di amore, di talento, di destino… È quasi tutta la vita.