I pro del pessimismo e i contro dell’ottimismo

Vantaggi del pessimismo e svantaggi dell'ottimismo

La promozione aggressiva di una visione positiva sembra essere sostituita dal dubbio e dallo scetticismo. Si è scoperto che gli occhiali rosa hanno gravi difetti, mentre gli occhiali scuri hanno i loro vantaggi. Gli psicologi riflettono e sperimentano, confrontando diversi punti di vista sulla vita, e alla fine giungono a conclusioni inaspettate.

Negli ultimi anni sono diventati molto popolari in tutto il mondo i corsi di formazione al pensiero positivo, ideati per infondere nelle persone una visione più ottimistica della vita e contribuire così al successo in tutte le imprese. Gli ideologi di questa nuova tendenza — la psicologia positiva — partono da un’ovvietà: i pessimisti, con la loro preoccupazione per i possibili problemi, semplicemente li attraggono.

Ciò che accade a una persona è ciò che si prefigge. Una visione pessimistica restringe le prospettive di vita e ostacola la crescita professionale e personale. La conclusione è ovvia: un atteggiamento ottimista è chiaramente preferibile, quindi la sua formazione dovrebbe essere pienamente promossa.

Tuttavia, come in tutte le cose, bisogna conoscere anche la misura: l’eccessivo ottimismo non fa bene alla persona. Questa è la conclusione a cui sono giunti gli scienziati americani M. Purey e D. Robinson, che hanno studiato questo problema. I risultati del loro lavoro hanno confermato l’ipotesi dei vantaggi di una posizione ottimista.

Rispetto ai pessimisti, gli ottimisti dedicano più tempo e sforzi al lavoro, si aspettano che il loro reddito aumenti il prima possibile e compiono determinati sforzi a tal fine. Gli ottimisti risparmiano o investono una parte significativa dei loro guadagni e pagano i debiti in tempo. In altre parole, si comportano in modo giudizioso e previdente in termini economici, il che consente loro di rimanere in piedi e di aspettarsi un aumento della ricchezza.

Questo quadro meraviglioso è rovinato dagli ottimisti estremi. Questi, come si è visto, cercano di dedicare una quantità minima di tempo al lavoro, risparmiano una parte minore dei loro guadagni e il denaro che investono è spesso investito in progetti dubbi ed estremamente rischiosi. Inoltre, la maggior parte di loro ha gravi debiti, in quanto accendono facilmente prestiti e non si affrettano mai a ripagare i loro debiti, permettendo loro di crescere in modo esorbitante. Come si vede, in termini economici il comportamento dei pessimisti non è assolutamente serio.

Nella conclusione del loro lavoro, i ricercatori americani scrivono: «Al giorno d’oggi, molti medici ritengono che un bicchiere di vino rosso possa addirittura far bene alla salute, ma nessun medico consiglierebbe di bere litri di vino. La stessa cosa sembra accadere con l’ottimismo: con moderazione è benefico, in dosi eccessive può essere rovinoso. Le persone che si trovano in posizioni di estremo ottimismo hanno una visione distorta della realtà e, di conseguenza, non si comportano in modo sufficientemente ragionevole, a volte solo in modo stupido».

IL NEGATIVISMO FA BENE?

Non molto tempo fa, si tenne a Washington un simposio di psicologi americani con il motto «Virtù inosservate del negativismo». Lo scopo del simposio era, come disse uno dei partecipanti, di opporsi «alla tirannia del pensiero positivo e alla sopraffazione dell’ottimismo». Gli psicologi moderni concludono che l’ossessione per la positività e l’ottimismo è andata troppo oltre. Certo, l’ottimismo ha i suoi vantaggi, ma ci sono anche molti svantaggi.

Pro del pessimismo e contro dell'ottimismo 2

Una visione unilaterale del mondo e di se stessi non permette di avere una visione reale di ciò che accade. Una persona di questo tipo vive solo l’oggi, senza pensare alle conseguenze delle proprie e altrui azioni. Secondo i partecipanti al simposio di Washington, la negligenza e l’egoismo sono le caratteristiche principali dell’ottimismo sconsiderato. Il crollo imprevisto delle speranze, le crudeli delusioni: tutti questi sono i frutti dell’ottimismo. Ogni persona ha bisogno di un po’ di pessimismo nella sua vita, per non essere troppo ottimista e per avere una visione sobria delle cose.

Ma non dobbiamo dimenticare che il bicchiere può essere non solo mezzo pieno, ma anche mezzo vuoto. Julia Norem, specialista in psicologia sociale del Massachusetts, ha condotto una ricerca sul cosiddetto pessimismo difensivo, una strategia comportamentale in cui una persona cerca di riprodurre mentalmente una situazione imminente, tenendo però necessariamente conto di piccoli ostacoli al raggiungimento dell’obiettivo. Secondo i risultati della ricerca, il pessimismo difensivo non è peggiore dell’ottimismo strategico, che fa sì che una persona eviti accuratamente di pensare alle cose negative.

Per certi versi, un atteggiamento pessimistico è anche meglio. Pensare agli ostacoli permette di affrontare l’argomento in modo più completo, di vederne tutti i lati, e quindi di pensare e trovare la soluzione giusta. È peggio quando i pessimisti cercano di immaginarsi come campioni invincibili, ed è peggio quando, come gli ottimisti strategici, cercano di non pensare a nulla. Gli ottimisti, al contrario, come ha dimostrato lo studio, ottengono i migliori risultati dopo una «vacanza al mare» senza pensieri e i peggiori risultati quando si immaginano come pessimisti e iniziano a pensare ai possibili ostacoli e alle difficoltà nello svolgimento di un compito.

La conclusione principale dello studio è che l’ottimismo e il pessimismo diventano la seconda natura di ognuno di noi, radicata sia nell’educazione che, apparentemente, in una predisposizione innata. E ciò che è importante è che nella risoluzione di alcuni compiti dalla struttura simile a quella dei compiti dell’esperimento, il pessimismo protettivo, se è naturale per una persona, non si è rivelato peggiore dell’ottimismo strategico.

SIGNIFICATO DI SOFFERENZA

La convinzione diffusa che una visione pessimistica delle cose influisca negativamente sulla salute e che sia più salutare sorridere che accigliarsi si è rivelata non del tutto vera. Gli psicologi hanno scoperto che anche le persone nervose, oppresse da varie preoccupazioni e disgrazie, inclini a lamentarsi sempre del destino e dei dolori in tutte le parti del corpo, si recano dal medico non più spesso dei loro coetanei allegri e lasciano la vita non prima degli ottimisti. In altre parole, anche il pessimismo profondo — non comportamentale, non protettivo, non costruttivo, ma profondo e totalizzante — non è affatto dannoso per la salute.

Un pessimista era il filosofo tedesco Schopenhauer, che non a torto credeva che la sofferenza fosse la fonte di grandi azioni, perché aumenta la forza e rende inventivi. Tutti conoscono la frase di Napoleone, pronunciata quando gli fu chiesto quale fosse il segreto principale della sua strategia: «È necessario non esitare ad andare in battaglia, e poi si vedrà». Questo è il principio che la maggior parte degli ottimisti strategici segue.

Forse non dovreste scacciare senza motivo le paure e le preoccupazioni, perché spesso non servono tanto come ostacoli e limiti, ma come avvertimenti. E l’allegria costante è un’utopia irraggiungibile. Ognuno deve imparare ad apprezzare qualsiasi stato d’animo (tanto più che la prevalenza dell’uno o dell’altro dipende solo dalla costituzione psicofisica individuale) e a trarne il meglio. Ciò è confermato dalle valutazioni dei libri. Il libro «Diventare sani di mente» dello psicologo inglese Adam Phillips, pervaso dal più profondo scetticismo nei confronti della nuova psicologia della felicità, ha fatto improvvisamente irruzione nelle classifiche degli Stati Uniti e della Gran Bretagna. In esso l’autore, contrariamente alla tendenza consolidata, non parla affatto di una persona felice, ma di una persona ragionevole, sobria, sensata ed equilibrata, che non prevede necessariamente la felicità personale e talvolta, al contrario, la esclude.

Secondo Phillips, le innumerevoli guide alla ricerca della felicità non indicano tanto le soluzioni al problema, quanto piuttosto costituiscono esse stesse un grave problema. La felicità non può essere un obiettivo da raggiungere attraverso determinate tecniche. Solo occasionalmente visita una persona come risultato della sua vita piena, sana e significativa in una o nell’altra realtà emergente. E questa realtà è talvolta tale che sarebbe più che strano esserne felici. Una persona sana di mente ne è consapevole e prova una varietà di sentimenti in relazione agli eventi e ai fenomeni del mondo che la circonda.

La reazione negativa agli eventi negativi è normale e naturale e mostra la differenza tra una persona sana di mente e un idiota beato che non si rende conto di ciò che accade intorno a sé. Gli autori dei manuali «positivi» allontanano le persone da una visione del mondo adeguata, offrendo invece un percorso caramellato verso un vicolo cieco emotivo. Se si crede loro e si considerano la tristezza, l’ansia o la paura come stati anormali e si cerca di trasformarli in una gioia ottimistica, non si otterrà nulla di buono! L’idea che il mondo sia bello è divertente, ma è completamente irrealistica: è un bizzarro mix di bene e male. Una persona veramente sana mentalmente è solo quella che lo comprende correttamente e lo sente adeguatamente, è in grado di gioire e di addolorarsi, di preoccuparsi e di essere felice.