Gli amici sono la causa dell’obesità

Gli amici sono la causa dell'obesità?

Il concetto olistico di benessere comprende componenti fisiche, mentali, sociali e spirituali. Un nuovo studio aggiunge un’altra caratteristica a questa formula, affermando che le interazioni sociali possono influenzare il peso di una persona in modo positivo o negativo.

In un nuovo studio condotto presso la Loyola University, i ricercatori hanno osservato gli studenti e hanno scoperto che la cerchia di amici può influire significativamente sul peso.

I ricercatori hanno trovato uno schema: gli studenti tendevano a ingrassare rapidamente se i loro amici erano più sazi di loro. Se i loro amici erano più magri, gli studenti aumentavano di peso molto più lentamente.

I legami sociali influenzano anche il grado di attività sportiva di una persona (per legami sociali i ricercatori intendono i contatti diretti, non il numero di amici in una rete sociale).

I risultati confermano ed estendono le ricerche precedenti che hanno rilevato che la perdita di peso può essere «contagiosa».

«Questi risultati possono aiutarci a sviluppare interventi più efficaci per affrontare l’obesità», afferma David Shawham, professore di filosofia. — Non dovremmo cercare di trattare gli adolescenti in modo isolato».

Lo studio è stato condotto per scoprire perché l’obesità e i comportamenti correlati si accumulano nei circoli sociali. È forse perché gli amici influenzano il comportamento degli altri? (Si chiama «influenza sociale»).

È possibile che le persone magre tendano ad avere amicizie con persone magre e che le persone obese siano attratte da amicizie con persone obese? (Questo fenomeno si chiama «omofilia» o, più informalmente, «un pescatore vede un pescatore da lontano»).

Gli scienziati hanno utilizzato un sofisticato metodo statistico per determinare quanto del legame tra obesità e contatti sociali sia dovuto all’influenza sociale e quanto alla tendenza a scegliere amici con una struttura corporea simile (omofilia).

I ricercatori hanno analizzato i dati di due grandi università partecipanti al National Longitudinal Study of Adolescent Health. Gli studenti sono stati seguiti per un anno, dal 1994 al 1995, e di nuovo l’anno successivo.

È emerso che una delle ragioni del legame tra obesità e contatti sociali è il modo in cui gli studenti scelgono i loro amici. Ma anche dopo aver controllato questo processo, è rimasto un forte legame tra l’obesità e la cerchia di amici di uno studente. Per esempio, un adolescente obeso i cui amici erano più snelli aveva il 40% di possibilità di perdere peso e il 27% di ingrassare in futuro.

Se invece l’adolescente obeso aveva amici obesi, aveva solo il 15% di possibilità di perdere peso, ma addirittura il 56% di ingrassare.

I ricercatori ritengono che questo dimostri chiaramente che l’influenza sociale «tende a lavorare in una direzione dannosa, soprattutto per quanto riguarda l’IMC; di conseguenza, concentrarsi sulla perdita di peso è meno probabile di una strategia primaria contro l’aumento di peso».

Sarà necessario un intervento efficace per superare queste barriere, e allora si dovrà prendere in considerazione l’influenza sociale».

Shawham ha osservato che lo studio ha i suoi limiti. Tutte le misurazioni erano basate sull’auto-osservazione, un metodo in qualche modo soggettivo e inaffidabile.

Inoltre, la ricerca sui contatti sociali è di tipo osservazionale piuttosto che sperimentale, e questo limita notevolmente la capacità di valutare causa ed effetto.

Inoltre, i dati sono stati raccolti più di dieci anni fa, prima dell’avvento di Facebook e in un periodo in cui il tasso di aumento dell’obesità infantile era più basso. Tuttavia, Shawham ritiene che questi risultati possano essere aggiunti al dibattito sull’importanza della scelta degli amici nei problemi di salute degli adolescenti.

«I nostri risultati confermano l’esistenza dell’influenza sociale e dell’omofilia», afferma. — Naturalmente, questo lavoro non può essere considerato conclusivo, quindi in futuro esamineremo le limitazioni che compaiono in tali studi».

Fonte: psychcentral.com