Faccina sorridente. Metamorfosi di una faccia gialla

Faccina sorridente. Metamorfosi della faccina gialla

I ricercatori della Flinders University in Australia hanno scoperto che il cervello umano è in grado di riconoscere ogni tipo di emoticon come variante del volto di una persona.

Il dottor Owen Cherches e i suoi colleghi hanno suggerito che le moderne forme di linguaggio, in particolare le emoticon, influenzano il cervello, facendolo reagire attivamente. Secondo i ricercatori, questa attività cerebrale è dovuta al fatto che le persone prestano più attenzione al volto di una persona quando cercano di capire le emozioni del loro interlocutore che ad altri oggetti che entrano nel loro campo visivo.

Se vedete un volto senza sorriso, sorridete voi stessi.

Biant Priensky

I ricercatori hanno ipotizzato che il cervello percepisca un emoticon come una versione particolare di un volto e reagisca in modo familiare. Per verificare l’ipotesi, gli scienziati hanno proposto ai soggetti di guardare diapositive con volti, emoticon e altri simboli. Gli psicologi hanno registrato i segnali elettrici del cervello dei soggetti e hanno tratto le seguenti conclusioni: la reazione dei partecipanti all’esperimento ai volti reali e alle emoticon era la stessa, mentre quando si guardavano simboli diversi l’attività cerebrale diminuiva. Fino a poco tempo fa, le persone non associavano i simboli 🙂 o 🙁 alle emozioni, ma ora tali immagini sono diventate di uso comune. È interessante notare che le prime immagini di emoticon sono apparse nel XIX secolo nella registrazione stenografica del discorso di Abraham Lincoln, mentre la faccina gialla nota a tutti è apparsa grazie a Harvey Ball nel 1963.